Il brodo della bugia

Cos’è in fondo una bugia? Che male può fare? Nulla, se la cosa la si vede dal lato di chi la costruisce. Le bugie sono per natura così feconde, che una ne suole partorir cento, fa dire Goldoni al suo Bugiardo, come se si mangiasse dell’uva o delle nocciole: una tira l’altra.

La storia occidentale millenaria è stata edificata sulla bugia: la bugia consegnata ad Adamo dall’angelo caduto e vendicativo, la presa di Troia attraverso l’inganno bugiardo del cavallo di Ulisse, l’ affaire Drefyus, lo scandalo watergate, la propaganda dell’antisemitismo nazista di Goebels con la conseguenza dell’Olocausto come le menzogne di Stalin che portarono alle purghe di Stato.

Bugia: “Falsa affermazione, fatta intenzionalmente per trarre altri in errore, o per nascondere una propria colpa, per esaltare sé stesso”, dice il Dizionario Treccani, dove falsa, errore e  colpa, sone le parole chiavi per comprenderne meccanismo e motivazioni. Falsa, e non finta che avrebbe ben più nobili risultati semantici, è la nozione di realtà che il bugiardo costruisce a sua immagine somiglianza per consolidare una fede di realtà. Errore, e non sbaglio anch’esso pregno di più emendabili significati, è lo stagno dentro cui far guazzare i malcapitati che credono alla fede del Bugiardo. Colpa, e non torto che si associa in uno all’atto dello sbagliare, è il brodo morale dentro cui il bugiardo fa bollire la verità.

Ma in fondo che male può fare tutto ciò…?

@Giuseppe Dipasquale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.