Adattamento, Regia e scene Giuseppe Dipasquale

con Tuccio Musumeci

e con Angelo Tosto, Filippo Brazzaventre, Pietro Casano, Luciano Fioretto, Claudio Musumeci, Vincenzo Volo, Lucia Portale, Ramona Polizzi, Federica Gurrieri

coproduzione Teatro Stabile di Catania, Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale

a Giara, o ‘A Giarra è una commedia fondata sul paradosso della ragione. E sebbene il tema sia quasi filosofico e giuridico, il principio del torto e del giusto rispetto all’affermazione della verità, la sua collocazione popolare e campestre ne determina tuttavia una questione dal profilo panico e antropologicamente simbolico. La Giara, come ventre di madre terra trattiene il suo architetto ‘ZI Dima in lite con l’Imperatore e proprietario dei campi Don Lollò.Il fatto in sé viene solitamente visto come una contesa da vita dei campi, di derivazione verghiana, giocata sulla roba. Ma altro è La Giara se si vuole svelarne il senso profondo che, pur sotto le maglie della commedia umoristica, nasconde un meccanismo orgiastico di vita e di morte. Credere che d’un tratto, nel momento in cui scriveva il saggio su L’Umorismo o il Fu Mattia Pascal, Pirandello volesse ritagliarsi una vacanza nella conciliazione borghese di una vita dei campi dal sapore verghiano è davvero analisi ingenua che il poeta di Girgenti non merita affatto. Il suo bordone è sempre lo stesso, e lo dice anche nel saggio citato : . “ … la tristizia degli uomini si deve spesso alla tristezza della vita, ai mali di cui essa è piena e che non tutti sanno o possono sopportare; induce a riflettere che la vita, non avendo fatalmente per la ragione umana un fine chiaro e determinato, bisogna che, per non brancolar nel vuoto, ne abbia uno particolare, fittizio, illusorio, per ciascun uomo, o basso o alto.” (L’umorismo).

Questa Giara, allora, sarà per noi l’occasione per interrogare nuovamente l’autore siciliano: sulla vita, sulla coscienza del vivere e sul desiderio panico di legarsi alla natura, “ …vivere per vivere, senza saper di vivere come una pietra, come una pianta…”.